RDelG – Edizione 2025

Raccontare la terra, le famiglie e i sapori che diventano memoria

Nel periodo compreso tra giugno e settembre 2025 si è svolta la terza edizione del progetto “Le Radici del Gusto”, ideato e curato da Claudio Miani e realizzato con l’intero staff dell’Officina d’Arte OutOut, grazie al contributo di Arsial – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, con la partecipazione e la collaborazione di sei Comuni della Regione: Valmontone, Onano, Moricone, Marino, Pontecorvo e Atina.

Questa edizione ha rappresentato la maturità di un percorso ormai consolidato e riconosciuto come una delle più significative esperienze di valorizzazione della cultura enogastronomica del Lazio. L’obiettivo principale è stato quello di raccontare la terra attraverso le sue persone, dando voce a famiglie, produttori e comunità locali che continuano a custodire un patrimonio materiale e immateriale unico.

La forza delle immagini e della memoria

Sin dalla sua nascita, “Le Radici del Gusto” ha cercato di costruire un ponte tra memoria e innovazione, tra la sapienza contadina e la comunicazione contemporanea. Mai come oggi la promozione territoriale passa attraverso la capacità di trasformare il racconto in immagine.

Viviamo nella società dell’immagine: la rete ha reso possibile una diffusione prima impensabile, e con il digitale le immagini hanno assunto un nuovo ruolo, diventando veicolo primario di conoscenza e linguaggio universale. “Le Radici del Gusto” ha fatto propria questa consapevolezza, scegliendo di raccontare le tradizioni enogastronomiche attraverso un linguaggio visivo accessibile, emozionale e autentico.

Il progetto ha voluto restituire alle immagini il potere di narrare la terra e le persone, ricomponendo un mosaico fatto di volti, mani, saperi e storie.

Sei Comuni, sei storie di gusto

Le fasi operative del progetto, iniziate a giugno 2025, hanno visto la selezione – in collaborazione con le amministrazioni comunali – delle famiglie depositarie delle tradizioni locali e delle aziende agricole produttrici dei principali prodotti di eccellenza.
È stato un lavoro di ascolto e relazione che ha restituito un affresco umano di rara intensità: nonne e nipoti intorno al tavolo, gesti antichi che si rinnovano, racconti che passano di voce in voce.

Ogni Comune ha rappresentato una tappa di questo viaggio nella memoria culinaria del Lazio:
a Valmontone gli gnocchi di Tritello e la cucina povera contadina;
a Segni il celebre biscotto dei tempi di guerra;
a Marino il vino Colle Picchioni e la tradizione vitivinicola;
a Onano le lenticchie simbolo di pazienza e resilienza;
a Moricone l’olio Duenovesei e la sapienza degli ulivi;
ad Genazzano il cacio DOP, ponte tra terra e comunità.

Le riprese realizzate tra giugno e luglio hanno trasformato le cucine familiari in set narrativi, restituendo la bellezza del quotidiano e la potenza del gesto semplice.

Immagini, archivi e racconti

Accanto ai video-documentari, il progetto ha portato avanti un importante lavoro di ricerca iconografica e archivistica, recuperando fotografie d’epoca dagli archivi comunali e privati. Queste immagini storiche, accostate a quelle contemporanee, hanno creato un dialogo emozionale tra passato e presente, tra il bianco e nero della memoria e i colori della vita attuale.

Nel corso dell’estate, dalle immagini e dalle testimonianze è nato un catalogo bilingue, un volume deluxe a tiratura limitata che raccoglie testi, fotografie, ricette e racconti delle sei comunità coinvolte.
Questo libro non è solo un prodotto editoriale, ma un archivio della memoria collettiva, un gesto di cura verso la storia gastronomica della regione.

Il portale della memoria e del gusto

Uno dei risultati più rilevanti di questa edizione è stata la creazione del presente portale, uno spazio permanente dedicato alla promozione dell’intero territorio del Lazio.
Il sito raccoglie il presente progetto e vuole funge da luogo di incontro per produttori, famiglie, Comuni, agenzie turistiche e operatori culturali.

Non è soltanto un archivio, ma vuole diventare un contenitore dinamico di esperienze e relazioni, in grado di favorire lo sviluppo di reti e sinergie territoriali.
Il portale rappresenta una piattaforma viva, una memoria in movimento che unisce promozione, conoscenza e innovazione.

L’evento conclusivo: la celebrazione delle radici

Il 26 settembre 2025 si è tenuto l’evento conclusivo presso la prestigiosa Cantina Colle Picchioni di Marino, scelta come luogo simbolico e cuore pulsante di questa edizione.
La cantina, con la sua storia e il suo legame profondo con il territorio dei Castelli Romani, ha ospitato la presentazione ufficiale del progetto, del catalogo e dei video-documentari alla presenza di amministratori, produttori, famiglie e rappresentanti istituzionali.

La serata ha rappresentato un momento di sintesi e di celebrazione, un’occasione di incontro tra chi la terra la lavora e chi la racconta, unendo sapori, racconti e immagini in un’unica grande narrazione collettiva.

Cultura, società e identità

La terza edizione ha confermato che la cultura enogastronomica è un potente veicolo di (in)formazione. Raccontare il cibo significa raccontare la vita, i gesti, i ritmi e le relazioni di una comunità.
“Le Radici del Gusto” ha ridato centralità alla lentezza, alla sapienza artigianale, al valore del tramandare: elementi oggi sempre più necessari per riscoprire il senso del tempo e dell’appartenenza.

La Cultura, in questo progetto, si è fatta sociale, vissuta e partecipata.
Il “fatto culturale” è diventato azione e relazione, luogo di incontro e di scambio.
La cultura viva non è solo ciò in cui viviamo, ma la rete di culture, memorie, progetti e tradizioni che, nell’accezione positiva della globalizzazione, si contaminano e si rinnovano.
È la Terra che incontra le Radici, la memoria che si fa linguaggio, la tradizione che si reinventa nel presente.

Ogni video, ogni scatto, ogni racconto ha costruito una diegesi visiva e narrativa che supera la semplice rappresentazione del cibo per diventare testimonianza dell’anima dei luoghi.
“Le Radici del Gusto” non è stato solo un progetto audiovisivo, ma una vera ricerca culturale e antropologica, un viaggio nel vissuto delle persone, nelle emozioni e nelle atmosfere dei territori.

In un’epoca dominata dall’effimero, il progetto ha scelto la profondità: la narrazione lenta, la parola autentica, la bellezza del gesto. Ha restituito alla comunicazione visiva la sua funzione originaria: quella di custodire la memoria e trasmettere significato.

Grazie al contributo di Arsial, che ha creduto nella forza culturale e divulgativa dell’iniziativa, “Le Radici del Gusto” ha potuto consolidare un modello in cui agricoltura, cultura e innovazione dialogano per generare sviluppo sostenibile.
Il progetto ha dimostrato che la promozione del cibo è promozione della cultura, e che la cultura, quando è condivisa, diventa motore di crescita sociale ed economica.

Oggi, il percorso lascia un’eredità importante: un archivio vivo, un network operativo e un modello replicabile in altre realtà regionali.
Ma soprattutto, lascia un messaggio profondo: le radici del gusto sono le radici dell’anima di un territorio.
Raccontarle significa mantenere viva la memoria, riconoscere la propria identità e continuare a costruire, insieme, il futuro.

Radici&Taste

Radici & Taste è un’Associazione Culturale no profit nata con una missione chiara: valorizzare il territorio del Lazio in tutte le sue sfumature. Dalla promozione enogastronomica alla scoperta turistica, dalle esperienze culturali ai percorsi in angoli nascosti, raccontiamo e condividiamo ciò che rende unica questa regione.

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